Visitare Marrakech: meta esotica, tradizionale e cosmopolita, luogo dal fascino segreto per ritrovare la pace dei sensi

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Cosa vedere a Marrakech, dalle attrazioni più importanti ai riad dove dormire, dai ristoranti migliori alle visite dei suoi splendidi giardini, angoli di pace immersi nel verde che fanno sognare a occhi aperti
By Sara Chiarelli
FPJ Communication & PR Manager

 

Il Marocco, in particolare, Marrakech, è un Paese estremamente affascinante e carico di sfumature che va assaporato lentamente, seguendone tradizioni e storia.
Marrakech, soprannominata la città rossa per la colorazione tipica delle sue abitazioni tradizionali, resta una delle perle più misteriose a metà tra il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico.

Fondata nell’XI secolo dagli almohadi, chiamata un tempo la città-giardino, questa città riesce a sorprendere ancora oggi con i suoi ampi frutteti e i fiori profumati.
Una delle peculiarità che la rendono così mistica è certamente l’architettura, uno dei suoi gioielli, così come i souk e i suoi meravigliosi giardini ai piedi dell'Alto Atlante marocchino. Ma questa suggestiva città, cela anche un lato glam-chic sorprendente, lontano dai sentieri battuti dal turismo mainstream.

Marrakech da sempre incanta i suoi visitatori per il suo tramonto gentile e avvolgente e stupisce per la grande quantità di giardini tanto da sembrare, dall’alto dei finestrini di un aereo, una città tutta verde piena di palme e alberi da frutto, incastonata nella terra brulla del Marocco, a poche ore dal deserto e poco distante dal mare.

Tra il caos del traffico dei motorini sferraglianti, Marrakech resta sempre una vera scoperta per chi la visita, una città amabile e piena di fascino, coi suoi giardini segreti di palmeti e piscine, aranci e rose. Una città di case a scomparsa, una persa nell’altra, incastonate alla perfezione nei vicoli stretti, fino alla piazza centrale dove in tutto il suo entusiasmo c’è il pieno della vita degli abitanti: Jemaa el-Fna, dove è meraviglioso aspettare il suggestivo e caleidoscopio tramonto, che tra le sfumature dell’arancio e del rosa, è in grado di scaldare il cuore di chiunque.

Marrakech è una città, intrigante, chiusa in una scatola magica, che ipnotizza i suoi visitatori come avviene con un vero incantesimo. Si mostra sempre senza pudore in tutta la sua verità e, quindi, nella sua pura bellezza.
Visitare Marrakech vuol dire lasciarsi ammaliare da un luogo millenario, in cui si incontrano Oriente e Africa, locale e globale, tradizione e contemporaneità.

Città da mille e una notte, facilmente raggiungibile con un volo di breve durata dall'Italia, Marrakech è un posto magico in cui trascorrere un fine settimana rigenerante tra shopping, relax e ottima cucina. Vivace, colorata, allegra e chiassosa, Marrakech è in grado di incantare i suoi visitatori con la sua atmosfera ricca di fascino che unisce il più autentico spirito marocchino a contaminazioni internazionali e cosmopolite.

Il periodo primaverile è di sicuro il migliore per visitarla nel pieno della sua bellezza, magari trascorrendo le festività Pasquali in totale relax tra il profumo degli aranci, dei melograni e del tè alla verbena.
Marrakech, come tutte le città imperiali del Marocco, è divisa in due parti: la Città Vecchia con antichi palazzi, moschee e il souk – la Medina – circondata da bastioni di terra rossa, e fuori le mura, la Ville Nouvelle costruita dai francesi negli anni ‘30 durante la dominazione coloniale.

Per scoprire la Marrakech più vera ed autentica bisogna visitare il cuore pulsante della città: la Città Vecchia.
La Medina, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1985, è un intreccio di vicoli polverosi e di negozietti dalle mille sfaccettature. Se ci si trova all’interno della Medina è importante sapere che qui si beve solo tè, l’alcool è proibito e gli edifici non possono superare i tre piani d’altezza. Se si fa poi visita ai tradizionali souk della Medina è bello lasciarsi trasportare da suoni e odori, mettendo da parte il senso dell’orientamento e lasciando che tutto scorra con naturalezza.

Qui è una tradizione culturale affrontare una negoziazione per l’acquisto di qualsiasi cosa: si scambiano due parole, si beve il tè alla menta e intanto si parla di prezzi. Per i locali le trattative sono una cosa seria e, se non si contratta, è altissimo il rischio di pagare un oggetto il doppio del suo valore.

Ogni sezione del souk porta il nome del tipo di prodotto che offre, abbigliamento, spezie, cuoio, pantofole, tappeti, lana, legno, porcellana, oppure degli artigiani che ci lavorano, tintori, falegnami e fabbri.
In questo dedalo brulicante delle botteghe del souk, da non perdere sono assolutamente il Souq Smata che vende babbucce in pelle o in stoffa di tutti i colori, il Semmarine con borse e cartelle di ogni forma e sfumatura ed il suggestivo Souq Sebbaghine dei tintori.

Per chi deciderà di lasciarsi trasportare da questa città incantata sarà impossibile uscire dal souk senza aver comprato un paio di coloratissime babouches marocchine.

Dalle passeggiate tra souk e giardini, fino ai pernottamenti da mille e una notte, chi arriva in questo angolo d’Africa intraprende un itinerario speciale che coinvolge tutti i sensi, l’olfatto e la vista in particolare. Un’immersione totale tra i profumi di spezie, il sapore di cous cous e le tinte accese di lampade e prodotti tipici dei mercati locali. Dirigendosi verso la piazza Jemaa el-Fna, tranquilla e sonnolenta al mattino, e affollata di venditori di ogni genere con il trascorrere delle ore, si possono incontrare le personalità più varie, dalle donne che fanno i tatuaggi con l’hennè, ai commercianti d’acqua, ai carretti che offrono spremute d’arancia, ai fornitori di protesi o ai venditori di pozioni afrodisiache.
 

Questa piazza è il cuore pulsante della Città Vecchia, protetta da un insieme di bastioni di terra rossa, immersa in un labirinto di viuzze e palazzi, mercati, moschee, cupole e minareti che, come solo un dipinto può fare, raffigura un panorama perfetto nella sua imperfezione.

Se ci si trova nella Città Vecchia vale la pena fare anche una passeggiata all’antico quartiere ebraico della città. Qui, di fronte al muro esterno del Palazzo Badi, si trova il Mellah, con la sinagoga unita al grande cimitero e al mercato coperto. In questo luogo ricco di storia antica le case hanno balconi che si affacciano sulla strada, una peculiarità del quartiere ebraico di Marrakech.

Uscendo dalla brulicante città vecchia e prendendo l’Avenue Mohamed V, si arriva al cuore alla Ville Nouvelle. Il simbolo è il quartiere Guéliz con palazzi moderni dove vivono la maggior parte degli stranieri, uffici, banche, ristoranti, caffè all’aperto, bar chic, oltre a gallerie d’arte e negozi dei brand internazionali. I profumi e gli aromi marocchini si provano al Mercato Centrale, in Rue de la Liberté, frequentato dai locali che acquistano cibo fresco, fiori e prodotti per la casa.

Un altro complesso residenziale moderno è Hivernage, a sud di Guéliz, con ville e hotel internazionali a cinque stelle, più il nuovo teatro dell’Opera e il Palazzo del Congresso. Tornando sull’Avenue Mohamed V si arriva alla Medina attraverso la Nkob Bab poco lontano dal minareto della Koutoubia, la famosa moschea con il minareto a base quadrata, costruito da Yacoub el Mansour alla fine del secolo XII.

 

Una volta giunti in città è consigliato provare il pernottamento in un elegante Riad di cui Marrakech ha una vasta scelta, anche a due passi dalla colorata Medina. La struttura è tipica dell’ospitalità marocchina e comprende diverse stanze su più piani, con un cortile interno, la maggior parte delle volte provvisto di fontane o vasche per l’acqua. In qualche caso, le stesse sono state trasformate per gli ospiti in vere e proprie piscine. All’interno di queste strutture si può respirare un’atmosfera tipica, che garantisce un soggiorno autentico quasi sempre a pochi passi dal centro storico.

Il caldo, il rumore del traffico, il caos cittadino. E poi solo pace, tranquillità e lo sciabordio dell’acqua che scorre: l’atmosfera unica dei Riad, e dei loro silenziosi cortili. Perché se è vero che pensando a Marrakech, la mente va subito agli hammam, alla Medina con i suoi vicoli, ai souk dove fare shopping sfrenato, ai locali più chic, è anche vero che se si organizza una vacanza in questa splendida città è bello dormire e sognare nella pace di un Riad, la tipica abitazione marocchina.

 

 

I Riad e i Dar, infatti, sono le tipiche case marocchine, con cortili e patio-giardini accoglienti e ricercatissimi, alcune delle quali ospitano gli hotel più caratteristici della città. A Marrakech ce ne sono tantissimi, alcuni di lusso, con attenzione al design e ai piccoli dettagli che rendono la vacanza un sogno da mille e una notte.

Uno davvero insolito e poco conosciuto è il Riad Jardin Secret che, pur non trovandosi nel caos delle stradine ingarbugliate del centro, è proprio nel cuore vivo della città. Il Riad Jardin Secret, infatti, pur non figurando mai accanto ai grandi nomi come Mamounia, EL FENN e Royal Mansour, resta uno dei posti più belli dove soggiornare a Marrakech. Questo edificio è disposto su tre piani, arredato con poltrone bianche e piante lussureggianti, sedute di design e tappeti rosa. Al centro del Riad, spicca una fontana meravigliosa, immersa in un giardino verde e bellissimo dove vivono due tartarughe, uccelli color smaraldo e un gatto persiano. Le stanze sono accoglienti e luminose e celano fotografie di una Marrakech d’altri tempi, azulejos marocchini, tappeti, poltrone e un camino che tiene al caldo nei brevi inverni. Al piano superiore gli ospiti possono deliziarsi con uno splendido panorama visibile dalla grande terrazza rosa, che è il vero incanto del Jardin Secret. Qui, tra piante di cactus, lettini per prendere il sole, tende, altalene, piante rampicanti e bouganville, tappeti e cuscini disposti alla maniera berbera, a terra, attorno a un tavolo dove gustare qualcosa di buono, lasciarsi trasportare dalla fantasia è davvero facile.

 

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Altra struttura è il Dar Darma, a pochi passi dal Museo di Marrakech; è un Riad del XVIII secolo, con quattro suite e due appartamenti arredati da artigiani locali con mobili tipici e soffitti traforati. Tutti i giorni la chef Maria propone piatti tipici della cucina marocchina realizzati con prodotti freschi del mercato. Dispone anche di una terrazza con vista panoramica sulla Medina e di un hamman con bagni di vapore. La colazione prevede tradizionali piatti marocchini sul patio centrale ombreggiato, sulla terrazza o direttamente in camera.
 

Lussuoso e sofisticato grazie a un restauro che ha conservato e valorizzato gli elementi di pregio della struttura, con arredi antichi combinati a dettagli deluxe, La Maison Arabe, nel cuore del quartiere di Bab Doukkala, a pochi passi dalla piazza Jemaa el-Fna, è un hotel di lusso del gruppo Cenizaro Hotels & Resorts. Ha due ristoranti Le Restaurant e Les Trois Saveurs che offrono un’ottima cucina marocchina, francese e asiatica. L’hotel ha un orto biologico che produce la maggior parte delle erbe e dei prodotti utilizzati nelle cucine di La Maison Arabe. E per il relax due hammam e cinque sale massaggi, più due piscine riscaldate.

Le alternative sono davvero moltissime. Vicino al famoso Giardino Majorelle c’è per esempio la Terrasse des Olivier, con la terrazza trasformata in giardino pensile. Altro luogo dove pernottare è il Riad des Arts, un trionfo di tappeti dai disegni geometrici, affreschi e sculture in un’antica dimora del tutto rinnovata. Il Riad Kasbah sorge a 7 minuti a piedi da Piazza Jemaa el-Fna ed offre sistemazioni in suite, piscina e patio.

 

Altro soggiorno indimenticabile e leggendario è offerto dall'hotel più celebre e prestigioso di Marrakech: La Mamounia. Ogni aggettivo per descrivere questo lussuoso palazzo da mille e una notte costruito nel 1923 non rende giustizia allo splendore e all'opulenza che circonda i suoi ospiti: 135 camere, 71 suites e 3 riads immersi in un parco di 17 acri con un giardino degno dell'Eden, una Spa di 2.500 mq., una palestra blu Majorelle e 4 ristoranti super gourmand. Tra fontane, lanterne, suggestivi patio, marmi, stucchi tadelakt e raffinati mosaici zellige, l'Hotel La Mamounia è un gioiello unico nel suo genere: un capolavoro che racchiude architettura, arte e artigianato marocchino in un'esperienza che fonde lusso, cultura e tradizione. Il suo ospite più illustre? William Churchill, a cui sono stati dedicati anche l'omonimo bar e una suite dell’hotel. Da lasciare letteralmente senza fiato!

Altro Riad davvero incantevole è il Riad Les Yeux Bleus, un luxury boutique hotel con hammam situato nella zona di Bab Doukkala, dieci minuti a piedi dalla piazza Jemaa el-Fna nel cuore della città. Le stanze super colorate sono una festa per gli occhi, arredate con elementi di design moderno, mobili e tappeti tradizionali. Sempre presente nella lista dei migliori c’è poi il Riad EL FENN, tra i più belli di Marrakech. Questo piccolo Resort incastonato nelle vie più intricate della Medina di Marrakech è un vero gioiello e un luogo di grande ispirazione. In tutto dispone di 28 stanze, tra standard rooms e suites, 3 piscine, una bellissima terrazza panoramica con affaccio sulla città e su uno dei minareti più belli di Marrakech, ristoranti, bar e perfino una boutique con bellissimi arredi e abiti di designer locali in vendita per gli ospiti dell’Hotel e per i visitatori. Il Riad EL FENN è un posto incantevole ed esclusivo, che combina alla perfezione la maestosità degli arredi arabeggianti tradizionali, a complementi d’arredo ed opere d’arte in stile contemporaneo. Per cui non solo ceramiche e soffitti d’epoca, ma anche sedute in velluto color porpora acceso, lampade di design e tappeti coloratissimi su cui sognare in grande.

Un posto magico e ricco di quel fascino di cui questa città marocchina è pervasa. Decadente, sognante, indimenticabile.

 

 
Oltre ai Riad la città è rinomata per molte altre attrazioni locali. Uno dei tour sempre molto richiesti, infatti, è quello a dorso di un dromedario o di un cammello. Sin dai tempi antichi era il mezzo preferito dagli abitanti della zona, specialmente nelle aree desertiche, ed ancora oggi si può provare l’esperienza, a cominciare dal bellissimo palmeto di Marrakech. Attualmente è una zona lussuosa che fa parte di un innovativo piano urbanistico e comprende alberghi, residenze e campi da golf. Altre alternative, alcune molto turistiche, riguardano proprio il grande deserto con cavalcate più o meno impegnative.
 
Si può iniziare, ad esempio, da M'Hamid El Ghizlane, un piccolo villaggio molto calmo del sud, un tempo tappa commerciale sulla rotta delle carovane sahariane. Si possono raggiungere le grandi dune di Ezzahar e poi Sidi Naji dove si trova un santuario delle tribù nomadi. Un percorso lungo, questo, fino a tre giorni, che permette di dormire e di cenare sotto le stelle.
 

E se attualmente sono più i nomi delle strade a ricordare gli antichi fasti della città, i nuovi progetti parlano di un ulteriore ritorno al “verde” con i giardini che fanno capolino innanzitutto all’interno dei Riad. La bellezza dei giardini di Marrakech è leggendaria e se oggi non tutti gli spazi carichi di vegetazione sono imponenti come un secolo fa, si possono ancora scoprire le piccole meraviglie stagionali della natura. Godere del panorama in calesse è una delle attrazioni più piacevoli quando ancora il clima non è pungente e racconta allo sguardo la storia cittadina, ancor più di un monumento.

Il più vasto di tutti resta il giardino dell’Agdal, il Jardin de L’Agdal, che fu creato nel XII secolo grazie al sultano almohade Ab del-Moumen e poi ingrandito dalla dinastia saadita. Sulle note dello scroscio del fiume Ourika che fungono da dolce sottofondo è possibile fare visita anche al Sahraj-el-Hana (Cisterna della Salute) e alla terrazza del padiglione ottocentesco Dar el-Hanacon, la suggestiva veduta sui monti dell’Atlante.

Altra attrazione da non perdere è il Dar el-Beida, un padiglione che in inverno viene chiuso perché vi soggiorna il sovrano.
Un’altro incantevole giardino che vale la pena di essere visitato è il giardino della Menara, ovvero il Jardin de la Menara. Mohamed IV fece realizzare un elegante padiglione a tegole verdi che si affaccia su uno specchio d’acqua, dentro un giardino di cipressi circondato da uliveti.

 
Altro scrigno segreto è il giardino dell’Hotel La Mamounia, Jardin de la Momounia, annesso all’omonimo hotel e inglobato in un parco appartenuto nel XVIII secolo al principe Moulay Mamoun. Esplosione di colori questo giardino è composto prevalentemente da palme, alberi di aranci e limoni e lussureggianti bouganville. Non si può andare a Marrakech senza andare a visitare il suo giardino più celebre: il giardino Majorelle, Jardin Majorelle. Realizzato dall’omonimo pittore tra il 1922 e il 1962, in questo giardino spicca il forte contrasto tra il verde e il blu dei muri, intorno a cactus, bambù e palme. Questo luogo incantato è un vero parco botanico ricco di piante esotiche e specie rare che il pittore collezionava durante i suoi viaggi.
 
A spiccare, i vivacissimi colori primari dell’edificio principale, delle maioliche e dei vasi di piante bellissime disseminati un po’ ovunque nel parco. Dal giallo intenso al quel vibrante blu cobalto che ha reso famoso l’artista francese e che oggi porta il suo nome: “blu Majorelle”. Divenne poi il buen retiro del celebre stilista francese, Yves Saint Laurent, e del suo compagno Pierre Bergé, che lo restaurarono e lo resero il luogo rigoglioso e splendido che è oggi.
 

Altra esperienza assolutamente autentica e locale è l’hammam berbero pubblico, in genere situato accanto ad una moschea. Gli hammam sono rigorosamente divisi per donne e uomini ed, una volta presi in custodia da una donna o da un uomo berbero, comincia il rituale.

Il primo step del rito è il savonage, ovvero si viene completamente spalmati con il sapone nero, che unito al vapore libera la pelle dalle impurità. Se si è donne segue poi mezz’ora di bagno turco, per poi sdraiarsi sopra un lettino in marmo per iniziare la vera esfoliazione con il guanto di Kessa. Tra questi luoghi di relax è impossibile non citare l'hammam della Royal Mansour Spa che fa parte dei Leading Hotels of The World. Qui si entra dal giardino degli agrumi, con un ingresso privato indipendente dall’hotel, e si attraversa l’intricato atrio in ferro battuto simile al pizzo. Si può scegliere tre tipi di percorso, ed è un un’esperienza sensoriale ultra chic del rituale di benessere marocchino. Altro hammam super lusso è uno di quelli offerti dal menù del Bains de l’Alhambra Kasbah: ci sono 5 tipi di hammam e nove trattamenti esfolianti e massaggi rilassanti all’olio di argan ed essenze alla rosa. Infine, la Spa del Mandarin Oriental è immersa in 20 ettari di verde e propone trattamenti a base di noccioli di olive frantumati ed eucalipto. Nell’hammam i trattamenti di pulizia del corpo e bagni di vapore sono accompagnati da massaggi e trattamenti beauty che terminano con un bicchiere di tè verde o di latte aromatizzato ai fiori d’arancio.

Per gli amanti dell’arte e del design Marrakech nasconde un vero e proprio tesoro. Marrakech infatti è una delle mete più interessanti del continente africano per design e arte contemporanea.
Uscendo dal classico circuito della Medina, infatti, è possibile esplorare il distretto industriale Sidi Ghanem dedicato al design e al vintage di ricerca. In questo luogo dai sapori retrò si può scoprire un volto meno folk della città, un’area dallo stile urbano e super cool che sta diventando sempre più interessante tra negozi di arredo e gallerie d'arte contemporanea. Alcuni sono gli indirizzi da non perdere se ci si trova nel quartiere di Sidi Ghanem: Chabi Chic, negozio di oggetti per la casa, per la tavola e per il bagno in un moderno stile marocchino, MSB Interiors che offre una bellissima selezione di mobili e oggetti d’arredo provenienti dall'artigianato locale, Galerie 3020, galleria d'arte contemporanea che espone e vende prevalentemente opere di artisti marocchini, Magasin Général, negozio di arredo in stile coloniale e industriale, ed infine Galerie Pop, negozio eclettico che mescola oggetti vintage, mobili di modernariato e collezioni di accessori e babouches.

 

Per scoprire la creatività locale interessante è anche il Musée des Confluences: nato come residenza di Thami El Glaoui, chiamato Pasha di Marrakech, si trova proprio nel cuore della Medina e, con un giardino incantato al suo interno, è considerato uno dei palazzi più belli della città.

Altra meta per gli amanti dell’arte è certamente il Musée d’Art Contemporain Africain Al Maaden (MACAAL). Situato in una tenuta fuori Marrakech, è nato dall’iniziativa del collezionista d’arte Alami Lazraq e di suo figlio Othman Lazraq ed è stato progettato dall’architetto francese Jean-Francoias Bodin, ideatore del Musée Picasso. Il museo d’arte contemporanea indipendente promuove l’arte africana con mostre, programmi di formazione ed eventi speciali.

Molto suggestiva la Maison de la Photographie, un museo interamente dedicato alla fotografia marocchina con una collezione di oltre 10mila documenti compresi tra il 1870 e il 1960. Tra scatti in bianco e nero, ritratti femminili, foto d'epoca sulla vita quotidiana nei souk o reportage nel deserto tra le tribù berbere, si resta facilmente affascinati dalla storia fotografica del Marocco. Altra meta imperdibile è la fondazione Montresso creata da Jean-Louis Haguenauer, che ospita artisti provenienti da ogni parte del mondo che tornano periodicamente per collaborare con artisti locali e per portare a termine progetti pluriennali. All’interno un bellissimo uliveto con la residenza artistica Jardin Rouge, una casa singolare che accoglie artisti da tutto il mondo, supportati dalla fondazione, per esprimersi in un laboratorio creativo e sperimentare nuove prospettive. Rappresentativo della fertilità artistica del Marocco, e del suo essere fuori dagli stereotipi orientalisti ancora presenti nell’arte araba, c’è la Voice Gallery, aperta nel 2011 dall’italiano Rocco Orlacchio il cui obiettivo è quello di dare “voce” agli artisti emergenti locali attraverso mostre ed eventi, cercando di fare da ponte fra i giovani artisti internazionali e i creativi africani. Altra attrazione è il Musèe de Mouassine, una douiria del XVII secolo. Le douiria sono piccole case destinate agli ospiti del padrone di casa. La Stanza delle Donne, in stile moresco e con soffitto berbero, è uno spazio per le mostre che cambiano ogni due mesi. Come molte attrazioni di Marrakech, nel dedalo di viuzze del quartiere Mouassine, si nasconde Le Jardin Secret, un parco-museo, aperto dopo un accurato restauro da due imprenditori italiani, con una casa nobile della seconda metà del 1500, le alte mura di cinta color ocra, padiglioni con architravi di cedro intagliato, un hammam privato, e nel giardino esotico l’ingegnoso impianto di irrigazione con le acque che arrivano dell’Atlante.

 

Ultima, ma non per ordine di importanza, è di certo la gastronomia marocchina che, come l’arte, è pazzesca.
La cucina marocchina sorprende con i suoi sapori inediti: un mix tra influenze arabe, berbere e mediterranee che ha dato vita a pietanze famose a livello internazionale. In città ci si può deliziare di tante varietà di pietanze provenienti da tutto il mondo, dalla cucina più tradizionale a quella più raffinata fino al più semplice street food. A Marrakech è possibile vivere l’esperienza di un vero e proprio tour culinario che tra sapori intensi e spezie orientali lascerà nei visitatori memorabili ricordi. Si può iniziare pranzando nel quartiere di Guéliz, la Città Nuova, per poi attraversare una delle porte e tornare per l’aperitivo nella Città Vecchia, tra la Medina e la piazza Jemaa el-Fna, per finire la giornata su una terrazza o in giardino per la cena. Se si fa tappa da Plus61, un bistrot marocchino-australiano, si può assaggiare una cucina davvero globale. Qui la diversità culturale dell’Australia si fonde con i sapori del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Asia meridionale, in un ambiente europeo e moderno.

 

Altro posticino davvero tipico è Al Fassia, gestito da una cooperativa femminile; luogo, accogliente e raffinato, dove si può scoprire la cucina marocchina tradizionale. Altro luogo davvero caratteristico è Kabana, nella Medina: è il luogo per l’aperitivo con vista sulla moschea Koutoubia, mentre Le Salama è perfetto per una cena con tramonto sulla piazza di Jemaa el-Fna. Se invece, girovagando tra i vicoli della città, si ha solo il tempo per un pranzo fugace e senza troppe pretese, si possono provare La Cantine des Gazelles e Le Rôti d’Or.

Per coloro che invece non si accontentano mai, nemmeno per i piaceri della tavola, tappe imperdibili per gustare la storia dell’alta gastronomia gourmet marocchina sono: Dar Zellije, dotato di un ambiente raffinato e un bel giardino, Le Stylia, in un palazzo del XV secolo, offre una cucina marocchina tra profumatissimi petali e mazzi di rose e La Villa des Orangers, presso il ristorante dell’hotel 5 stelle per gustare un’elegante cucina gourmet tra il profumo degli alberi di arance. Si può prenotare alla Table du Palais Lamrani se si desidera gustare una cena romantica, tra cuscini e candele, con un menù marocchino à la carte mentre per gli amanti della movida è possibile trascorrere un piacevole dopocena con musica internazionale al Jad Mahal, a Le Bo&Zin e a the Source. Da provare è il Paillote, qui si può assaporare la cucina francese in versione chic all'ombra di ulivi secolari che portano refrigerio. Un ambiente a metà tra il tradizionale e il contemporaneo. Il menù e il servizio sono top level e l’atmosfera è amichevole.
 

Altro luogo dove fermarsi è La Sultana, indirizzo da segnare in agenda per un'esperienza gourmand degna di un sultano. Offre una cucina di altissimo livello in una cornice magnifica, intima e lussuosa. Qui il romanticismo si fonde con il gusto per una cena a lume di candela a bordo piscina oppure sulla terrazza panoramica con vista sulle vette innevate dell’Atlante. Non si possono dimenticare poi Latitude 31, nuovo indirizzo gourmand della città che conquista per la sua atmosfera soft e contemporanea coniugata a proposte di alta cucina, dove la ricerca della cucina è improntata all'innovazione degli elementi più ancestrali della tradizione marocchina dando vita a una sorta di nuovelle cousine sofisticata e ambiziosa, Nomad luogo dagli arredi semplici che rievocano i tardi Anni ‘50 e gli Anni ‘60, con i suoi poster cinematografici vintage, dettagli shabby e una terrazza soleggiata, fanno da cornice a questo ristorante nel cuore della Medina in cui si possono gustare deliziosi piatti tradizionali reinterpretati in chiave moderna ed infine Le Jardin, creato dal giovane imprenditore marocchino Kamal Laftimi, tappa obbligatoria per artisti, creativi, fashion people e chiunque sia alla ricerca di una piccola oasi di verde all'interno della Medina. Qui si possono gustare piatti marocchini e cucina europea, immersi in un lussureggiante giardino, tra banani, tartarughe e pappagalli.

 

 
Marrakech avvolge i suoi visitatori in una atmosfera unica, con le sue serate calde passate sui tetti dei ristoranti della Medina, i colori di un Tajin e quelli del tramonto su piazza Jemaaa el-Fna, la cortesia e l’accoglienza dei suoi abitanti, i roseti curati nei minimi dettagli e le palme altissime sparpagliate attorno ai minareti; Marrakech incanta con l’ora della preghiera accompagnata dal richiamo del Muezzin, l’inizio del Ramadan, i sorrisi dei bambini in strada, i ricordi di una notte nel deserto sotto il bagliore di un cielo stellato scaldandosi il cuore con un delizioso tè alla menta. Marrakech emoziona con gli odori intensi dei souk, i colori brillanti delle case e i profumi dei fichi, delle arance e dei limoni. Tutto questo fascino è l’intramontabile Marrakech.
 
 

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